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aprile

TOMORROWLAND

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TOMORROWLAND

DA VENERDI 29 MAGGIO A MERCOLEDI 3 GIUGNO

PROIEZIONI ORE 18:15 - 21:15


Figlia di un ingegnere aerospaziale, Casey Newton sogna un futuro di speranza e di avventura. Dopo l'ennesimo blitz nella fabbrica del padre per impedire che venga dismessa, Casey finisce in gattabuia: tra gli effetti personali trova una spilla misteriosa che, al solo tocco, la trasporta in un mondo collocato in uno spaziotempo imprecisato, Tomorrowland.
Il perfetto antidoto al prevalere della fantascienza da futuro distopico. Un'occasione che la Disney non poteva farsi sfuggire: instillare un po' del suo incrollabile ottimismo in un'epoca in cui lo spazio, l'esplorazione e i sogni in generale sembrano abbandonati come oggetti da museo.
Dopo i flop terrificanti di The Lone Ranger e John Carter, però, a Burbank la preoccupazione era tanta; abbastanza per mettere al sicuro la regia di un nuovo film nelle mani di Brad Bird e del suo curriculum inattaccabile. Che in Tomorrowland trova il perfetto compimento: la nostalgia di Il gigante di ferro si mescola al supereroismo per famiglie di Gli incredibili, l'impresa impossibile di Ratatouille all'estro a rischio di caos narrativo di Mission: Impossible - Protocollo fantasma. Una forza vitale trascinante la sua, guidata da un ottimismo e da una volontà di materializzare i sogni pari a quella della protagonista Casey Newton: solo così trovano una giustificazione i clamorosi sbalzi narrativi - una sceneggiatura ingarbugliata e disomogenea, vittima della sindrome da colpo di scena di Damon Lindelof (Lost) - e il temerario gettarsi a testa bassa nel regno dell'improbabile, con lo spirito di F.B.I. - Operazione Gatto e i mezzi tecnici del blockbuster contemporaneo. Non senza qualche asperità inedita per un film Disney: diverse le uccisioni, benché senza una goccia di sangue, e poco comprensibili le spiegazioni pseudo-scientifiche, specie per un target di ragazzini. Ma sono dettagli minimi, a margine di un'opera che ha altri intenti.
Ancora una volta è il regno del retronuevo, del futuro remoto immaginato da un passato prossimo, che pensa a Tomorrowland come alla città del Mago di Oz, piena di cose che volano. O alla Tour Eiffel che si apre per lasciar posto a un razzo steampunk, in una sequenza tra le migliori del film, che rimanda alla magia di quella Parigi fin de siècle in cui era possibile materializzare i sogni, fino al punto di tradurli in cinematografia. Nel neo-positivismo del Tomorrowland di Bird o dell'Interstellar di Nolan, a cui giustamente il film è stato accostato, è possibile riscontrare la prima forma di risposta alla rassegnazione imperante degli anni Dieci. Il futuro è (ancora) un luogo tutto da costruire, per un'umanità che sappia rimanere arbitra del proprio destino.
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